A chi é senza Meta indichiamo la via...

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giovedì 29 novembre 2007

Stiamo tutti sulla stessa ... BARCellonaaaaaaaaaaaaaa

Sconvolti,
ogni "lavoro" cha i suoi pro e i suoi contro, i suoi qui pro co, cococo e tarattata...
il fatto di essere mandato in missione non umanitaria un po' qua' un po' lla' è un bel pro...

Questo giretto mi è servito per rendermi conto della potenza del nostro mistico e antico ordine
... pensate che il nostro grandissimo maestro ha la dominanza su tutto il centro storico e cio' e' testimoniato dal fatto che gli sono state intitolate una strada e finanche una piazza!!!





Il piu' modesto gran cerimoniere si deve accontentare di un negozio di fotografo con il quale puo' cerimoniare a tutte le cerimonie catalane...comprese i matrimoni tra etero, tra gay, tra un gay e un trans, una lesbica e un ermafrodita e qualcunaltra


Ma la cosa che mi ha piu' colpito è il culto per il che... rafigurato in megaposters su tutta las ramblas






non vi preoccupate barcellona non si è cubizzata... c'era solo una mostra ...

HASTA LA PAELLA... ANZI LA FIDEUA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
br1os

sabato 10 novembre 2007

Monache, prievete e can semp ca mazza mman!!!

Eccovi un interessantissimo articolo sui costi della chiesa.
Notare solo ... che l'8 per mille (il cosiddetto ottomila) ammonta a circa 1 miliardo di euro!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! chissa quante cose ci potrebbe fare lo stato con quei soldi!!!!!!!!!!!!!!!!!

I conti della Chiesa ecco quanto ci costa" di CURZIO MALTESE
"Quando sono arrivato alla Cei, nel 1986, si trovavano a malapena i soldi per pagare gli stipendi di quattro impiegati". Camillo Ruini non esagera. A metà anni Ottanta le finanze vaticane sono una scatola vuota e nera. Un anno dopo l'arrivo di Ruini alla Cei, soltanto il passaporto vaticano salva il presidente dello Ior, monsignor Paul Marcinkus, dall'arresto per il crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi. La crisi economica è la ragione per cui Giovanni Paolo II chiama a Roma il giovane vescovo di Reggio Emilia, allora noto alle cronache solo per aver celebrato il matrimonio di Flavia Franzoni e Romano Prodi, ma dotato di talento manageriale. Poche scelte si riveleranno più azzeccate. Nel "ventennio Ruini", segretario dall'86 e presidente dal '91, la Cei si è trasformata in una potenza economica, quindi mediatica e politica. In parallelo, il presidente dei vescovi ha assunto un ruolo centrale nel dibattito pubblico italiano e all'interno del Vaticano, come mai era avvenuto con i predecessori, fino a diventare il grande elettore di Benedetto XVI. Le ragioni dell'ascesa di Ruini sono legate all'intelligenza, alla ferrea volontà e alle straordinarie qualità di organizzatore del personaggio. Ma un'altra chiave per leggerne la parabola si chiama "otto per mille". Un fiume di soldi che comincia a fluire nelle casse della Cei dalla primavera del 1990, quando entra a regime il prelievo diretto sull'Irpef, e sfocia ormai nel mare di un miliardo di euro all'anno. Ruini ne è il dominus incontrastato. Tolte le spese automatiche come gli stipendi dei preti, è il presidente della conferenza episcopale, attraverso pochi fidati collaboratori, ad avere l'ultima parola su ogni singola spesa, dalla riparazione di una canonica alla costruzione di una missione in Africa agli investimenti immobiliari e finanziari.


Dall'otto per mille, la voce più nota, parte l'inchiesta di Repubblica sul costo della chiesa cattolica per gli italiani. Il calcolo non è semplice, oltre che poco di moda. Assai meno di moda delle furenti diatribe sul costo della politica. Il "prezzo della casta" è ormai calcolato in quattro miliardi di euro all'anno. "Una mezza finanziaria" per "far mangiare il ceto politico". "L'equivalente di un Ponte sullo Stretto o di un Mose all'anno". Alla cifra dello scandalo, sbattuta in copertina da Il Mondo e altri giornali, sulla scia di La Casta di Rizzo e Stella e Il costo della democrazia di Salvi e Villone, si arriva sommando gli stipendi di 150 mila eletti dal popolo, dai parlamentari europei all'ultimo consigliere di comunità montane, più i compensi dei quasi trecentomila consulenti, le spese per il funzionamento dei ministeri, le pensioni dei politici, i rimborsi elettorali, i finanziamenti ai giornali di partito, le auto blu e altri privilegi, compresi buvette e barbiere di Montecitorio. Per la par condicio bisognerebbe adottare al "costo della Chiesa" la stessa larghezza di vedute. Ma si arriverebbe a cifre faraoniche quanto approssimative, del genere strombazzato nei libelli e in certi siti anticlericali. Con più prudenza e realismo si può stabilire che la Chiesa cattolica costa in ogni caso ai contribuenti italiani almeno quanto il ceto politico. Oltre quattro miliardi di euro all'anno, tra finanziamenti diretti dello Stato e degli enti locali e mancato gettito fiscale. La prima voce comprende il miliardo di euro dell'otto per mille, i 650 milioni per gli stipendi dei 22 mila insegnanti dell'ora di religione ("Un vecchio relitto concordatario che sarebbe da abolire", nell'opinione dello scrittore cattolico Vittorio Messori), altri 700 milioni versati da Stato ed enti locali per le convenzioni su scuola e sanità. Poi c'è la voce variabile dei finanziamenti ai Grandi Eventi, dal Giubileo (3500 miliardi di lire) all'ultimo raduno di Loreto (2,5 milioni di euro), per una media annua, nell'ultimo decennio, di 250 milioni. A questi due miliardi 600 milioni di contributi diretti alla Chiesa occorre aggiungere il cumulo di vantaggi fiscali concessi al Vaticano, oggi al centro di un'inchiesta dell'Unione Europea per "aiuti di Stato". L'elenco è immenso, nazionale e locale. Sempre con prudenza si può valutare in una forbice fra 400 ai 700 milioni il mancato incasso per l'Ici (stime "non di mercato" dell'associazione dei Comuni), in 500 milioni le esenzioni da Irap, Ires e altre imposte, in altri 600 milioni l'elusione fiscale legalizzata del mondo del turismo cattolico, che gestisce ogni anno da e per l'Italia un flusso di quaranta milioni di visitatori e pellegrini. Il totale supera i quattro miliardi all'anno, dunque una mezza finanziaria, un Ponte sullo Stretto o un Mose all'anno, più qualche decina di milioni. La Chiesa cattolica, non eletta dal popolo e non sottoposta a vincoli democratici, costa agli italiani come il sistema politico. Soltanto agli italiani, almeno in queste dimensioni. Non ai francesi, agli spagnoli, ai tedeschi, agli americani, che pure pagano come noi il "costo della democrazia", magari con migliori risultati. Si può obiettare che gli italiani sono più contenti di dare i soldi ai preti che non ai politici, infatti se ne lamentano assai meno. In parte perché forse non lo sanno. Il meccanismo dell'otto per mille sull'Irpef, studiato a metà anni Ottanta da un fiscalista all'epoca "di sinistra" come Giulio Tremonti, consulente del governo Craxi, assegna alla Chiesa cattolica anche le donazioni non espresse, su base percentuale. Il 60 per cento dei contribuenti lascia in bianco la voce "otto per mille" ma grazie al 35 per cento che indica "Chiesa cattolica" fra le scelte ammesse (le altre sono Stato, Valdesi, Avventisti, Assemblee di Dio, Ebrei e Luterani), la Cei si accaparra quasi il 90 per cento del totale. Una mostruosità giuridica la definì già nell'84 sul Sole 24 Ore lo storico Piero Bellini. Ma pur considerando il meccanismo "facilitante" dell'otto per mille, rimane diffusa la convinzione che i soldi alla Chiesa siano ben destinati, con un ampio "ritorno sociale". Una mezza finanziaria, d'accordo, ma utile a ripagare il prezioso lavoro svolto dai sacerdoti sul territorio, la fatica quotidiana delle parrocchie nel tappare le falle sempre più evidenti del welfare, senza contare l'impegno nel Terzo Mondo. Tutti argomenti veri. Ma "quanto" veri? Fare i conti in tasca al Vaticano è impresa disperata. Ma per capire dove finiscono i soldi degli italiani sarà pur lecito citare come fonte insospettabile la stessa Cei e il suo bilancio annuo sull'otto per mille. Su cinque euro versati dai contribuenti, la conferenza dei vescovi dichiara di spenderne uno per interventi di carità in Italia e all'estero (rispettivamente 12 e 8 per cento del totale). Gli altri quattro euro servono all'autofinanziamento. Prelevato il 35 per cento del totale per pagare gli stipendi ai circa 39 mila sacerdoti italiani, rimane ogni anno mezzo miliardo di euro che il vertice Cei distribuisce all'interno della Chiesa a suo insindacabile parere e senza alcun serio controllo, sotto voci generiche come "esigenze di culto", "spese di catechesi", attività finanziarie e immobiliari. Senza contare l'altro paradosso: se al "voto" dell'otto per mille fosse applicato il quorum della metà, la Chiesa non vedrebbe mai un euro. Nella cultura cattolica, in misura ben maggiore che nelle timidissime culture liberali e di sinistra, è in corso da anni un coraggioso, doloroso e censuratissimo dibattito sul "come" le gerarchie vaticane usano il danaro dell'otto per mille "per troncare e sopire il dissenso nella Chiesa". Una delle testimonianze migliori è il pamphlet "Chiesa padrona" di Roberto Beretta, scrittore e giornalista dell'Avvenire, il quotidiano dei vescovi. Al capitolo "L'altra faccia dell'otto per mille", Beretta osserva: "Chi gestisce i danari dell'otto per mille ha conquistato un enorme potere, che pure ha importantissimi risvolti ecclesiali e teologici". Continua: "Quale vescovo per esempio - sapendo che poi dovrà ricorrere alla Cei per i soldi necessari a sistemare un seminario o a riparare la cattedrale - alzerà mai la mano in assemblea generale per contestare le posizioni della presidenza?". "E infatti - conclude l'autore - i soli che in Italia si permettono di parlare schiettamente sono alcuni dei vescovi emeriti, ovvero quelli ormai in pensione, che non hanno più niente da perdere...". A scorrere i resoconti dei convegni culturali e le pagine di "Chiesa padrona", rifiutato in blocco dall'editoria cattolica e non pervenuto nelle librerie religiose, si capisce che la critica al "dirigismo" e all'uso "ideologico" dell'otto per mille non è affatto nell'universo dei credenti. Non mancano naturalmente i "vescovi in pensione", da Carlo Maria Martini, ormai esiliato volontario a Gerusalemme, a Giuseppe Casale, ex arcivescovo di Foggia, che descrive così il nuovo corso: "I vescovi non parlano più, aspettano l'input dai vertici... Quando fanno le nomine vescovili consultano tutti, laici, preti, monsignori, e poi fanno quello che vogliono loro, cioè chiunque salvo il nome che è stato indicato". Il già citato Vittorio Messori ha lamentato più volte "il dirigismo", "il centralismo" e "lo strapotere raggiunto dalla burocrazia nella Chiesa". Alfredo Carlo Moro, giurista e fratello di Aldo, in uno degli ultimi interventi pubblici ha lanciato una sofferta accusa: "Assistiamo ormai a una carenza gravissima di discussione nella Chiesa, a un impressionante e clamoroso silenzio; delle riunioni della Cei si sa solo ciò che dichiara in principio il presidente; i teologi parlano solo quando sono perfettamente in linea, altrimenti tacciono". La Chiesa di vent'anni fa, quella in cui Camillo Ruini comincia la sua scalata, non ha i soldi per pagare gli impiegati della Cei, con le finanze scosse dagli scandali e svuotate dal sostegno a Solidarnosc. La cultura cattolica si sente derisa dall'egemonia di sinistra, ignorata dai giornali laici, espulsa dall'universo edonista delle tv commerciali, perfino ridotta in minoranza nella Rai riformata. Eppure è una Chiesa ancora viva, anzi vitalissima. Tanto pluralista da ospitare nel suo seno mille voci, dai teologi della liberazione agli ultra tradizionalisti seguaci di monsignor Lefebrve. Capace di riconoscere movimenti di massa, come Comunione e Liberazione, e di "scoprire" l'antimafia, con le omelie del cardinale Pappalardo, il lavoro di don Puglisi a Brancaccio, l'impegno di don Italo Calabrò contro la 'ndrangheta. Dopo vent'anni di "cura Ruini" la Chiesa all'apparenza scoppia di salute. È assai più ricca e potente e ascoltata a Palazzo, governa l'agenda dei media e influisce sull'intero quadro politico, da An a Rifondazione, non più soltanto su uno. Nelle apparizioni televisive il clero è secondo soltanto al ceto politico. Si vantano folle oceaniche ai raduni cattolici, la moltiplicazione dei santi e dei santuari, i record di audience delle fiction di tema religioso. Le voci di dissenso sono sparite. Eppure le chiese e le sagrestie si svuotano, la crisi di vocazioni ha ridotto in vent'anni i preti da 60 a 39 mila, i sacramenti religiosi come il matrimonio e il battesimo sono in diminuzione. Il clero è vittima dell'illusoria equazione mediatica "visibilità uguale consenso", come il suo gemello separato, il ceto politico. Nella vita reale rischia d'inverarsi la terribile profezia lanciata trent'anni fa da un teologo progressista: "La Chiesa sta divenendo per molti l'ostacolo principale alla fede. Non riescono più a vedere in essa altro che l'ambizione umana del potere, il piccolo teatro di uomini che, con la loro pretesa di amministrare il cristianesimo ufficiale, sembrano per lo più ostacolare il vero spirito del cristianesimo". Quel teologo si chiamava Joseph Ratzinger.

Altri articoli sul tema di repubblica

giovedì 8 novembre 2007

statistica-mente

Le previsioni sono estremamente difficili. Specialmente sul futuro (Niels Bohr)
Le sole statistiche di cui ci possiamo fidare sono quelle che noi stessi abbiamo falsificato (Winston Churchill)
Mentre una singola persona è un intrico incomprensibile, nell'aggregato diventa una certezza matematica. O così dicono le statistiche (Arthur Conan Doyle)
Nella vita reale non c'è alcun uomo medio (Aldous Huxley)
L'umano medio ha una mammella e un testicolo (Des McHae - citato in Darrell Huff, "Mentire con le statistiche", M&A) (QUESTA E' LA MIA PREFERITA!!!!!!!!!!!!!!!!! PENSO DI CITARLA NELLA TESI)
E' meglio essere sempre un po' improbabili (Oscar Wilde)

Non tralascerei la celeberrima "ci sono tre generi di bugie: le bugie, le maledette bugie e le statistiche", attribuita a Benjamin Disraeli.

mercoledì 7 novembre 2007

3 GRANDISSIMI MAVAFFANCULOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

Mi permetto di usare il marchio registrato dal beppone nazionalpopolare:

1) il primo grandissimo mavaffa va come al solito al centrosinistra che mi sta facendo cagare sempre piu:
Da repubblicaonline:
La Chiesa resta immune dall'Ici - Questa volta l'emendamento lo hanno presentato i costituenti socialisti, i senatori Montalbano, Barbieri e Angius confluiti appunto nel nuovo partito socialista. Molto semplicemente il provvedimento chiedeva di togliere l'esenzione Ici dagli immobili della Chiesa adibiti ad attività commerciale (!!!), "anche nel caso in cui abbia carattere accessorio rispetto alle finalità istituzionali dei soggetti". L'aula di palazzo Madama si è scaldata per più di un'ora sul tema dividendosi tra cattolici e ultrà laici. Sono intervenuti quasi tutti i gruppi e alla fine l'emendamento è stato respinto con 240 voti contrari, 12 voti favorevoli e 48 astenuti. Angius ha poi parlato di voto"sconcertante". Impietosa l'analisi del voto dell'ex senatore diessino: "Il Pd si dimostra ancora una volta prigioniero delle sue irrisolte contraddizioni e soprattutto del ruolo dominante della componente Teodem (!!! anfatti ...bravo il sardo). E' veramente incredibile l'astensione dei senatori di Rifondazione comunista, Sinistra Democratica e del Gruppo Verdi-Comunisti italiani (chissà come mai??? scambio di favori??? si ma che stanno votando di sinistra???????). La sinistra cosiddetta radicale, in questa circostanza flessibile, credo troverà qualche difficoltà - conclude Angius - a spiegare ai suoi elettori il voto sostanzialmente contrario espresso con la Cdl e con il Pd" (ecco spiegatemelo!!!!! rivoglio indietro il mio voto lo voglio dare a rotondi!!!!!!!!).

2) il secondo Mavaffa è per i "dissidenti" (che poi la stanno!!!) rossi-turigliatto che hanno proposto di abolire l'ici su tutte le prime case...cosa molto poco di sinistra visto che le risorse sono limitate e fare parti uguali tra diseguali nn è proprio il massimo!!!. Tra lk'altro i 2 hanno quasi fatto andare sotto il governo. BRAVIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII PROPRIO DA DISSIDENTI!!!!!!!!

3) Un grandissimo mavaffa alla cdl che esulta per la mancata abolizione del ticket:MERDEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE:


Ticket sanitario - E' il tardo pomeriggio quando resta impigliato nel pettine il nodo della copertura finanziaria - necessaria per legge - per l'abolizione del ticket sanitario sulla diagnostica. Un problema sollevato dalla solita Lega, sempre molto attenta ad ogni riga di ogni provvedimento, e che ha un suo fondamento visto che il provvedimento è dovuto tornare in Commissione tra le urla di gioia e di giubilo della Cdl (che cazzo vi esultate??? la gente lo dovrebbe capire che merde siete per andare in culo al governo boicottano un provvedimento del genere. nelle fogneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee).

giovedì 1 novembre 2007

auguri a tutti voi santi e morti!!!


Oggi si festeggiano tutti i santi come voi catto-isolani sapete bene essendo santissimi, santoni e supersantos. Domani si festeggiano i morti di chi glièstramorto. Tanti auguri a papa nazzinker e a tutti i suoi discepoli nei secoli dei secoli. E come dice una canzone di caparezza "ma se vi piace tanto la morte ...ma pecchè nun vammazzate???".

Preghiamo insieme tutti i santi del para-diriso isolano:


il santo protettore dei bar SAN BITTER
il santo protettore dei rinfreschi SAN DWICH
il santo protettore degli ubriachi SAN GIOVESE
il santo protettore dei fast-food SANTO STAPANE
il santo protettore dei ricami SAN GALLO
la santa protettrice degli erboristi SANT' ISANA
il santo protettore delle lingue indoeuropee SAN SCRITO
il santo protettore dei malati di tubercolosi SAN ATORIO
il santo protettore dei Filistei SAN SONE
il santo protettore degli idraulici SAN ITARIO
il santo protettore dei pomodori SAN MARZANO
il santo protettore di Don Chichotte SAN CHOPANZA
il santo protettore dei calzaturifici SAN DALO
il santo protettore delle tigri SAN DOKAN
il santo protettore dei gelatai SAN MONTANA
il santo protettore dei santi SAN TINO
il santo protettore dei carnefici SAN GUINARIO
il santo protettore dell chiese SAN TUARIO
il santo protettore dei pescatori SAN PEI
il santo protettore dei telefonini SAN SUNG
il santo protettore dei rivoluzionari SAN CULOTTO
il santo protettore delle multe SAN ZIONE
il santo protettore dei pasticcieri SANT' HONORE'
il santo protettore degli interrogati SA'N CAZZO
il santo protettore dei programmi tv di sinistra SAN TORO
il santo protettore dei chitarristi SAN tana
Il Santo protettore delle Cicladi? San Torini

(tratto da bastardidentro)


A questi aggiungo:

il protettore degli emigranti : SAN EGGHIUTO

il protettore degli ammaestratori di tigri : SAN DOKAN

il protettore dei senza clandestini: SAN PAPIER

e la sua versione piu efficace: SAN ATORIA

PS: se vi dovesssero mancare santi da bestemmiare vi consiglio il calendario di frate indovino o quello della canalis... tra i quelli piu gettonati vi ricordo:
santa maria vergine e cannabis
san marcello porcello monaco
santa lauretta la troietta addolarata
san bagget bozzo il tozzo strozzo che si ingozza
san silvio re martire dei comunisti
san diego pibe de oro
san visco il vispo del fisco


Ricordate che tutti voi o sconfessati scurnacchiati scomunicati scostumati scassambrelle scannapecore potete diventare SANTI ISOLANI basta versare 1000 esconvueltos sul conto del mimmostro dell'econonostra quisottoscritto oppure se vi è piu' comodo potete fare uno dei seguenti miracoli:

- fare diventare il centro-sinistra non dico di sinistra ma almeno di centrosinistra

- fare riscrescere i capelli al colonnello

- fare scomparire la cresta dell'australopiteco

- fare diventare il cavaliere un chirichetto incensatore di sostanze non stupefacenti

- farsi venire le stimmati e guarire i lebbrosi dalla tubercolosi e i tubercolanti dalla lebbraggine
(la vecchia della foto celha fatta!!!)
- fare apparire statue del pio padre ppio a montevergine che prendono a cazzotti la madonna di fatima facendola piangere sangue


cela potete farcela


hasta la pasta
siempre!

ATTENZIONE QUESTO BLOG NUOCE GRAVEMENTE ALL'INTELLETTO

..i fondatori non si accollano responsabilita' per i traumi occorsi a seguito della lettura, visione, alimentazione dei materiali qui presentati... ci scusiamo e ci addoloriamo...

l'erba del vicino

l'erba del vicino
genial

mac maria

mac maria
"welcome to tijuana ...tequila..."